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Obesità nel bambino: cause ed interventi

La prevalenza dell’obesità infantile è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni e rappresenta attualmente una vera emergenza sociale a causa delle gravi conseguenze a breve e lungo termine. Il bambino obeso infatti  nel 50-100% dei casi lo sarà anche nell’età adulta, esponendosi così al rischio di gravi complicanze che riducono l’aspettativa di vita. Inoltre recenti studi hanno evidenziato che molte di queste complicanze, quali diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, respiratorie ed ortopediche compaiono già durante l’età dello sviluppo, a volte in modo evidente, altre  agendo in modo subdolo e rilevabile solo attraverso appositi strumenti e misurazioni. Tali complicanze si è visto che saranno tanto più frequenti e tanto più gravi quanto più precocemente il bambino raggiungerà un peso patologico  e quanto maggiore sarà l’eccesso ponderale.

In Italia la prevalenza di sovrappeso ed obesità appare particolarmente elevata se confrontata a quella di altri Paesi Europei (e paragonabile solo a Spagna e Grecia) osservandosi circa il 21% di bambini sovrappeso ed un 9% di bambini francamente obesi (tra cui circa il 2% affetto da obesità grave).

Fattori di rischio per l’obesità nel bambino

I fattori di rischio per la comparsa di obesità  in età pediatrica sono molteplici

-avere un peso alla nascita inferiore alla norma o, al contrario, con un peso eccessivo

-scarso o nullo allattamento al seno

-introduzione di cibi alternativi al latte (svezzamento) prima dei 6 mesi di vita

-eccessiva crescita ponderale nei primi 5 anni (e soprattutto nei primi 2)

-presenza di obesità nei genitori

-basso livello socio culturale della famiglia

-appartenere all’etnia asiatica o africana

Esistono poi alcuni fattori legati alla storia familiare del bambino che rendono più probabile e più precoce la comparsa delle complicanze dell’obesità, in particolare se esistono in famiglia casi di diabete (anche gestazionale), o alterazioni del metabolismo lipidico (per esempio colesterolo > 240 mg/dl) o casi di morte precoce (prima dei 55 anni) per malattie cardiovascolari.

Cause dell’obesità

Le cause dell’obesità sono generalmente legate all’alimentazione ed allo stile di vita con una discrepanza tra le calorie introdotte e quelle utilizzate, ma in una piccola quota di bambini (circa 2-3%)l’obesità è definita secondaria in quanto riconosce cause più complesse che devono essere prontamente riconosciute e trattate. E’ per esempio il caso di piccoli pazienti affetti da patologie genetiche o malattie endocrine (ipotiroidismo, patologie del surrene, altro).

Interventi

Ci troviamo quindi di fronte ad una patologia molto diffusa e che potenzialmente è capace di determinare danni  precoci ( i soldati ventenni deceduti durante la guerra in Vietnam presentavano già alterazioni arteriosclerotiche, per esempio); per tali motivi va affrontata con un lavoro di rete capace di attuarne efficacemente la prevenzione e la cura.

Sarà quindi compito del Pediatra di Famiglia la precoce individuazione dei soggetti in sovrappeso o francamente obesi attraverso un costante monitoraggio delle curve di crescita, con particolare attenzione ai bambini appartenenti alle categorie a rischio sopra elencate, effettuando, dove necessario, esami cosiddetti di 1° livello (esami ematici con studio della glicemia e dei lipidi, ecografia epatica, misurazione della pressione arteriosa). Sarà suo compito anche fornire ai genitori ed al bambino opportune informazioni su una alimentazione corretta e sulle strategie comportamentali da attuare per prevenire o curare l’eccesso ponderale.

Andranno invece inviati a personale sanitario dedicato ( Centri di secondo livello) i soggetti che presentano una obesità grave (BMI> 99° centile dopo i 5 anni)), o che è esordita nelle primissime epoche della vita (con il conseguente sospetto che si tratti di una obesità genetica), o ancora quei soggetti  che per il sovrappeso esprimano una situazione di disagio psicologico. Oppure che siano portatori di altri fattori di rischio, per esempio avere assunto terapie che incrementano l’appetito ( come il cortisone) o aver presentato un  rallentamento della velocità di crescita o un  ritardo nella comparsa della pubertà.

Pediatra Endocrinologa Roma Eur