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La febbre nel bambino: consigli per una corretta gestione

La febbre nel bambino è una manifestazione molto frequente in quanto, con la crescita incontra un elevato numero di agenti infettivi (virus e batteri).

Quando è febbre e come si misura

Viene definita  febbre una temperatura al di sopra dei 37,5 gradi misurandola preferibilmente a livello ascellare con un termometro digitale lasciato a contatto per 2 minuti; in alternativa, qualora non si voglia svegliare il bambino, sono utili anche i termometri a raggi infrarossi con puntatore ottico a distanza. La misurazione in sede rettale potrebbe essere falsata in difetto dalla presenza di feci, o in eccesso in caso di infiammazione rettale per esempio  da diarrea. Sono invece generalmente sconsigliati per l’uso domestico i termometri auricolari che richiedono una corretta manualità e che possono rilevare una temperatura falsamente elevata in caso di otite.

Quando somministrare antipiretici

Si consiglia l’utilizzo di farmaci antipiretici per una temperatura superiore ai 38,5 gradi, ovvero per una temperatura che causa nel bambino malessere con interferenza nel sonno e nell’alimentazione.  La febbre di per sé, infatti, non è una malattia ma la reazione dell’organismo ad una infezione che determina la produzione di sostanze, dette citochine, utili per i processi immunitari. Impedire l’innalzamento della temperatura corporea con un uso eccessivo di antipiretici può quindi  ridurre la risposta immunitaria del bambino, come è stato dimostrato, per esempio in caso di vaccinazioni: l’uso preventivo di questi farmaci si associa infatti ad una ridotta produzione di anticorpi dopo vaccinazione. Analogamente appare inefficace la somministrazione preventiva di antipiretici per evitare le convulsioni febbrili.

Farmaci approvati per la febbre nel bambino

I farmaci antipiretici approvati per l’età pediatrica sono il paracetamolo, somministrabile dalla nascita, e l’ibuprofene, un FANS (anti infiammatorio non steroideo) che si può somministrare a partire dai 3 mesi di età o da un peso superiore a 5,6 kg. Sono sconsigliate altre molecole, in particolare l’aspirina che nel bambino può essere causa di una gravissima compromissione neurologica ed epatica detta sindrome di Reye. L’uso alternato dei due farmaci è generalmente sconsigliato in quanto si vengono a sommare gli effetti collaterali con possibile danno soprattutto a carico del rene.

Via di somministrazione

La via di somministrazione elettiva è quella orale a meno che il bambino non presenti vomito; l’uso di supposte, infatti, se permette di vincere la resistenza del bambino ad assumere farmaci per bocca, non ne assicura l’assorbimento,  in quanto nell’ampolla rettale possono essere presenti delle feci o il farmaco può essere evacuato prima che venga completamente assorbito rendendo poi difficile stabile quando ripetere la somministrazione e a quale dosaggio.

E’ infine sconsigliato l’utilizzo di mezzi fisici, quali spugnature o impacchi di acqua o alcool, che determinano una riduzione della temperatura corporea solo apparente: la cute appare più fresca ma l’interno dell’organismo può essere ancora più caldo di quanto fosse prima di applicare le spugnature come effetto della vasocostrizione cutanea.

Aiutiamoli a difendersi

Per concludere la febbre nel bambino non è di per sé una malattia ma una manifestazione dell’azione svolta dall’organismo per combattere le infezioni; come tale non va trattata ad ogni costo ma limitatamente alle temperature più elevate, per permettere al bambino la corretta attivazione delle proprie difese immunitarie.

Pediatra Endocrinologa Roma Eur