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La pubertà

La pubertà rappresenta la fase di transizione tra l’infanzia e l’età adulta durante la quale si osservano profonde trasformazioni fisiche che non solo portano alla capacità di procreare ma che incidono anche a livello psicoemotivo e neuro-comportamentale preparando il soggetto alla maturità.

Anticipo puberale nell’ultimo secolo

Negli ultimi 100 anni si è assistito ad una anticipazione dell’epoca di comparsa dello sviluppo puberale che, per esempio, si traduce nelle ragazze in un anticipo del menarca di circa 3 anni rispetto al secolo scorso. La spiegazione di tale fenomeno non è nota, si ipotizza però che alla base vi sia in primis il miglioramento delle condizioni di vita ed in particolare della nutrizione: secondo tale ipotesi la pubertà scatterebbe al raggiungimento di un certo peso corporeo ( o, meglio, massa corporea) tale da garantire la capacità di procreare. Altri elementi in corso di valutazione sono rappresentati dalla diffusione nell’ambiente di sostanze ad azione ormonale capaci di interferire con i normali processi di maturazione; tali sostanze, chiamate “perturbatori endocrini” sono presenti in molteplici oggetti e sostanze di uso quotidiano (vernici, superfici plastiche, ammorbidenti, prodotti di bellezza,ecc.).

Trasformazioni fisiche

Il primo segno fisico dello sviluppo puberale è rappresentato nelle ragazze dalla comparsa del seno (bottone mammario) e nel maschio dall’aumento di volume dei testicoli. Ne consegue che per la femmina è generalmente evidente il momento di inizio della pubertà, mentre per i ragazzi spesso i genitori fanno difficoltà a percepire tale fenomeno: la sede “nascosta” del sacco scrotale ed il naturale riserbo del bambino per la propria intimità giocano a sfavore in tale rilevazione che, oltretutto, necessita di una esatta valutazione quantitativa del volume testicolare (4 ml).

L’età di comparsa della pubertà è più precoce nel sesso femminile (8-13 anni) rispetto a quello maschile (10-14 anni).

Le successive modificazioni che si osserveranno sono rappresentate dallo sviluppo della peluria pubica ed ascellare e dalla maturazione dei genitali esterni per entrambi i sessi, dall’incremento della massa muscolare e dal cambiamento del tono della voce nei maschi, nonché da una rapida accelerazione della velocità di crescita definita scatto puberale.

Quest’ultima rappresenta un altro elemento che gioca sfavorevolmente sulla capacità di valutazione della maturazione puberale da parte dei genitori in quanto il picco di crescita si manifesta nelle ragazze in concomitanza con la comparsa del bottone mammario e quindi vi saranno ben due segni fisici evidenti, mentre nel maschio tale picco si manifesta generalmente quando il volume testicolare raggiunge il volume di 8 ml.

Accrescimento staturale

Lo scatto puberale si osserva nei maschi tra i 12 e i 17 anni, con un picco più evidente tra i 13 e i 15 anni: nell’anno di maggior sviluppo il ragazzo presenta spesso un aumento staturale maggiore di 10 cm. Nelle ragazze avremo invece un anticipo di tali fenomeni (scatto tra i 9 anni e mezzo e i 14 anni e mezzo e picco tra gli 11 e i 13 anni ) con un guadagno staturale massimo di circa 9 cm nell’anno di maggior crescita.

Il menarca si manifesta in media 2 anni dopo la comparsa del bottone mammario, rappresentando anch’esso un fenomeno di facile rilevazione in ambito familiare, e la sua comparsa si associa frequentemente ad un marcato rallentamento della velocità di crescita.

Per quanto riguarda il sesso maschile, ancora una volta, l’eiaculazione, che generalmente compare tra i 12 anni e mezzo e i 14 anni, non rappresenta un fenomeno così macroscopicamente evidente.

Da tutto ciò ne consegue a volte una oggettiva difficoltà da parte dei genitori di identificare, soprattutto per i figli maschi, quando e se il processo puberale è comparso e come sta procedendo, e ciò soprattutto in un’ottica di valutare la crescita staturale che, come abbiamo visto, è intimamente correlata alla pubertà. Il controllo periodico da parte del Pediatra potrà quindi dare informazioni utili al riguardo e permetterà di approfondire con appositi esami quelle condizioni che si discostano dalla norma e, se necessario, impostarne la corretta terapia.